Art and Social Change Project

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Art and Social Change – A path to recovery”

KA2 STRATEGIC PARTNERSHIP PROJECT n° 2016-1-LT01-KA202-023234

Dal 6/02/2017 il Dipartimento Salute Mentale con l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche dell’ASP di Palermo è  in partnership con Casa dei Giovani di Bagheria per un interessante progetto europeo che svilupperà una metodologia di co-produzione in grado di offrire un programma di formazione centrato prevalentemente sull’utilizzo delle ARTI e destinato ad operatori socio-sanitari che lavorano nelle  dipendenze patologiche  in fase di remissione e/o con doppia diagnosi.

Il primo incontro (KICK OFF MEETING) di avvio del progetto si è tenuto presso l’Università di Vilnius (Lituania) il 13-14 DICEMBRE 2016 e si concluderà all’inizio del 2019. Project leader è l’Università di Vilnius – VIKO.

Recentemente, dal 23 al 28 APRILE 2017 il PLG (Peer Learning Group) di ogni paese europeo coinvolto nel progetto, ovvero il  team collaborativo interdisciplinare composto da artisti, professionisti della salute e persone con dipendenze in recupero da lungo tempo, si è incontrato a Nottingham nell’ LTT Meeting e ha partecipato attivamente alla co-costruzione di visioni, linguaggi e metodi necessari alla costruzione del framework formativo destinato agli operatori socio-sanitari beneficiari diretti dell’intervento;

Le Organizzazioni partecipanti

ART AND SOCIAL CHANGE” è un progetto che intende sperimentare i linguaggi dell’Arte come reali opportunità per adottare nuove forme di ascolto, di narrazione e di messa in scena dei bisogni, proprio per la loro capacità di interpretare in chiave estetica il disagio,  di mediare conflitti e  di suggerire nuovi stili di vita. L’idea nasce da una precedente esperienza progettuale dell’ASP promossa dall’UOC Dipendenze Patologiche dal titolo “Palermo, uno sguardo a fuoco-Curare con la fotografia” e vuole rispondere ai più recenti orientamenti sul tema delle dipendenze.

Elemento innovativo del Progetto è rappresentato dal target beneficiario, laddove, infatti,  l’arte è sempre stata utilizzata in favore dei pazienti, con ART and SOCIAL CHANGE il beneficiario diretto dell’intervento formativo è l’operatore che lavora in prima linea con il paziente in cura. Chi lavora a contatto con soggetti affetti da malattia mentale o da dipendenza patologica, deve confrontarsi quotidianamente con patologie e malattie correlate complesse. Le costanti ricadute e/o la lentezza che caratterizza i processi di miglioramento di tali target accrescono negli operatori un profondo senso di impotenza, favorendo il rischio di burnout e la successiva compromissione della relazione con il paziente. Emerge con forza il bisogno di sostenere e formare figure professionali in grado di erogare prestazioni di qualità, soprattutto intese in termini di capacità di accogliere il paziente nella totalità dei suoi bisogni, in un clima empatico centrato sulla relazione e su una comunicazione il più possibile bilanciata.

I più recenti studi sull’impatto dei trattamenti terapeutici sulla qualità della vita del paziente in generale, hanno evidenziato il passaggio da un approccio centrato sulla malattia (concetto del curare in senso stretto), ad uno orientato più sulla persona (concetto del prendersi cura).
L’analisi di esperienze formative precedenti basate su approcci metodologici di tipo partecipativo, ha permesso di osservare l’efficacia in termini di rafforzamento della motivazione dei professionisti nel lavoro di cura. Le Arti Visive, correttamente utilizzate, sono a tutti gli effetti una metodologia di formazione efficace di tipo partecipativo.
Inoltre, si ritiene che qualunque processo di cambiamento nella vita dei pazienti non può avvenire senza il coinvolgimento degli operatori, senza una formazione e condivisione preliminare che permetta loro di percepire l’importanza della metodologia che sarà utilizzata in azioni destinate ai target finali.

Perché questo progetto è innovativo?

ART and SOCIAL CHANGE è un progetto che presenta notevoli elementi di innovazione. Per quanto, infatti, esista una nutrita letteratura medica, che dimostri l’efficacia dell’ARTE nella sua accezione più ampia, nel campo della salute mentale, nessuna evidenza scientifica è ad oggi riscontrabile nel settore delle Dipendenze Patologiche. Anche nei Paesi anglosassoni, pionieri nelle ART for HEALTH (L’ARTE PER LA SALUTE) non sono state rilevate iniziative in tal senso.

Un secondo punto di forza del progetto è la costituzione di un team collaborativo interdisciplinare composto da artisti, professionisti della salute e persone in recupero da lungo periodo (PLG). L’apprendimento peer-to-peer e la pratica dell’action learnig sono approcci metodologici attraverso il quale il team dovrà interagire al fine di sviluppare una percorso formativo innovativo e condiviso che possa generare benessere principalmente benessere e rimotivazione all’operatore. Grazie ad esso, persone con background molto diverso tra loro, dovranno condividere le finalità del progetto comune riconoscendo la dignità del contributo, dell’esperienza e della responsabilità degli altri.

L’artista > In quest’ottica, l’artista dovrà dare il proprio contributo senza dimenticare le caratteristiche proprie dell’ambiente sanitario e la necessità di incontrare i bisogni dei professionisti della salute e indirettamente degli utenti finali.

Gli operatori sanitari > A loro volta, anche questi dovranno essere orientati al dialogo, nel senso di disponibilità a comprendere realmente il potenziale trasformativo dell’arte nei contesti sanitari.

I pazienti riabilitati > di grande valore aggiunto, è il coinvolgimento dei long-term recovery, voce fondamentale che inverte la direzione del processo di cambiamento rendendola realmente sostenibile (bottom-up approach). A loro volta, essi saranno chiamati al dialogo, ad esprimere direttamente il loro bisogno di sostegno nel processo di recupero sociale.

 In breve – le fasi del progetto

 1. Studio/Analisi
-Rilevazione dello stato dell’arte e delle esigenze di formazione nel settore sanitario;
- Selezione degli artisti, degli operatori sanitari, e dei pazienti coinvolti nella progettazione del percorso formativo del personale (PLG: Peer Learning Group);
 
 2. Online Community
-Costruire una comunità virtuale volta a condividere collettivamente le attività, le metodologie e i risultati del progetto in modo costruttivo;
 
3. Pilot Training and Testing
- Sviluppo di una prima proposta di Training Framework;
-LTT Meeting: Co-costruzione di un metodo a favore degli operatori sanitari che lavorano direttamente con il trattamento e la guarigione negli adulti con dipendenze e /o doppia diagnosi;
-Studio e sviluppo di un metodo;
-Trasmissione della metodologia sviluppata agli altri professionisti della salute in ogni paese;
 
4. Guidelines for decision makers
- Versione finale del metodo;
- Produzione di materiale didattico;
- Linee guida e direttive metodologiche per la pratica delle arti nel percorso formativo per gli operatori sanitari.
 

Chi è il partner italiano

L’Associazione “Casa dei Giovani”

La “Casa dei Giovani” è un’associazione O.N.L.U.S. che opera sin dal 1983 con lo scopo principale di fornire a tutti i suoi utenti i supporti umani e psicosociali atti alla prevenzione, cura e riabilitazione del disagio sociale.

Essa è presente sul territorio nazionale con tre centri di accoglienza per il recupero delle tossicodipendenze (Bagheria, Mazara del Vallo, Matera), il progetto “Maddalena” (Bagheria) rivolto a donne vittime della tratta e della prostituzione, un progetto di Agricoltura Sociale (Castelvetrano) su terreni confiscati alla mafia volto al reinserimento socio-lavorativo di ex tossicodipendenti e soggetti svantaggiati, e la comunità alloggio “Casa Amaltea” (Bagheria) rivolta a minori abusati, trascurati o maltrattati.

In partnership con

L’U.O.C. Dipendenze Patologiche del Dipartimento di Salute Mentale Dipendenze Patologiche Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASP di Palermo.

L’U.O.C. Dipendenze Patologiche costituisce l’area dipartimentale proposta alla governance degli interventi in ambito assistenziale per le dipendenze patologiche da sostanza o senza sostanza, ha funzione di programmazione e indirizzo tecnico-professionale, di definizione dei protocolli operativi e linee guida, sistemi di valutazione e monitoraggio delle attività erogate dai servizi per le dipendenze. Dal 2012 al 2013 è stato ente attuatore del progetto “Palermo uno sguardo a fuoco”  rivolto a soggetti con dipendenze patologiche in carico nei Serv.T. dell’ASP di Palermo con l’obiettivo di favorire il loro reinserimento sociale attraverso un percorso formativo e di lavoro sul sé attraverso l’uso della fotografia.

 

Casa dei Giovani

Via Massimo D’Azeglio, n. 50 (interno 21)  – Bagheria (PA)

http://www.casadeigiovani.it/vecchiosito/

https://www.facebook.com/casadei.giovani.1/posts/231436647307950

091/903068  -  info@casadeigiovani.it

 

 U.O.C. Dipartimento di Dipendenze Patologiche ASP Palermo

Via Pindemonte, 88 – Pad. 22 (ex. P.O. Pisani) – Palermo

www.dipendenzepatologiche091/7033164  -  dipendenzepatogiche@aspppalermo.org

 

(foto di gruppo durante il meeting e sui gradini di Vilnius Collage) Lituania

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